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MILVIA ARGENTI

LE RICETTE DI NONNA ERSILIA

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Un giorno costrinsi mia nonna a starsene buona per un po' e a dettarmi le sue ricette.
"Ma non me le ricordo!" mi diceva "E poi già le sai fare tutte."
Non ho sentito ragioni. Stavo per partire per il Trentino. E anche quel quaderno poteva aiutarmi a stare vicino a casa mia.
Presto pubblicherò tutte le ricette come me le ha dettate mia nonna, quel giorno lontano, ora inizio dal battuto.

Il battuto per insaporire la carne

Prima di tutto ricordati sempre che la carne va preparata almeno tre o quattro ore prima se no non prende sapore e la cucina non riesce bene.
Dunque, tocca prendere un pezzo di lardo, (sarebbe meglio il grasso del prosciutto ma costa troppo e dunque ce lo mangiamo in mezzo alle fette di pane), ci metti sopra un rametto di rosmarino, una foglia sola di salvia, una spiga di aglio, una scorzetta di limone, sale e pepe.
Metti tutto sul tagliere, batti per bene e volta e rivolta fino a quando non hai ottenuto una pasta morbida come si deve.
Adesso buca la carne qua e là, ma sta attenta a non fare i buchi troppo grossi perché se no il battuto che ci dovrai infilare dentro, durante la cottura se ne esce tutto per il soletto (la teglia), e la carne tua se la piglia in quel posto!
Io poi, mentre l’arrosto cuoce al forno, ogni tanto ci ributto sopra il sugo suo, provaci anche tu e mi saprai dire se questo non è un piatto da leccarsi tutte e dieci le dita!


INGREDIENTI
 


 

 

Battuto
Aceto
Limone
Vino bianco
Capperi
Olive nere
Acciuga

Lepre o coniglio o cinghiale alla cacciatora

Se le bestie che cucini sono selvatiche, è meglio mettere a bagno la carne in acqua e aceto tutta la notte, se no le puoi cucinare anche subito, ma certo che quelle selvatiche hanno un sapore!
La mattina, per prima cosa prepari un battuto con il prosciutto grasso e magro, aglio, salvia, maggiorana, rosmarino, poco sedano e cipolla.
Metti tutto a soffriggere e poi nella padella butti la carne tagliata a pezzi non tanto grossi e la fai rosolare piano piano da tutte le parti.
Finita la rosolatura, siccome ancora non è cotta di sicuro, aggiungi un po’ d’acqua per volta che devi lasciar ritirare finché non senti che la carne comincia a diventare tenera.
A questo punto, alzi un po’ il gas e butti dentro un bicchiere scarso di vino bianco che avevi prima messo a bollire, solo quando bolle lo puoi versare hai capito?
Mentre che il vino svapora, tu devi aver preparato un battuto fatto con i fegatini delle bestie ben puliti e tritati, un filetto di alice, pochi capperi, qualche oliva nera snocciolata, una spruzzata di limone e un goccio d’olio. Devi ottenere una pappetta morbida che alla fine butterai nella padella mescolando bene tutta la carne che così prende ancora più sapore. Questa ricetta era della povera mamma, e gli veniva così buona che tante volte i cacciatori gli portavano i lepri o i tocchi di cinghiale e se mamma glieli cucinava, in cambio ce ne lasciavano un bel po'.
Così, anche se papà non aveva ammazzato niente, rimediavamo la cena lo stesso.


INGREDIENTI
 

 

 

Aceto
Pane
Cipolla
Vino bianco
Olive nere
Acciuga
Limone
Chiodo di garofano

Il salmì

Questa ricetta può venire buona quando per esempio tuo nonno ritorna dalla caccia con qualche uccelletto, se no ci viene molto saporita anche la faraona, se la sai scegliere bene però!
Dunque, tu piglia questa faraona e spezzala in due, metti nella pigna un filo d’olio e sopra posa la faraona salata e pepata. Ancora sopra ci devi buttare le sue interiora tritate, una cipolla intera dove avrai infilato un chiodo di garofano, due filetti di alici, qualche foglia di salvia, olive nere, quattro o cinque fettine di limone, mezzo bicchiere d’olio e uno scarso di vino bianco.
Chiudi la pigna con la carta paglia, quella bella pesante, e sopra mettici il coperchio.
Deve cuocere tutto per due ore a fuoco lento, senza scoperchiare la pigna e senza mescolare.
Intanto tu prepara su un piatto fondo un po’ di mollica di pane bagnata con poco aceto e, a fine cottura, mescola questa pappetta al sugo della faraona che diventerà più denso e di sicuro molto più saporito.
Ah, ricorda che quando porti a tavola, sotto vanno messi i pezzi di faraona e sopra ci va buttato questo sughetto. E’ un piatto così appetitoso che se anche stai lì per morire, è capace che chiedi a Quello lassù se prima ti lascia fare almeno l’ultimo boccone!
E poi, l’odore dell’aceto mette appetito, e se in casa ci sta qualcuno convalescente, questo piatto lo invoglia di sicuro a mangiare e a riprendere le forze.


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